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Kim Sommerschield

Kim Sommerschield nasce in Inghilterra da famiglia di appassionati d’arte: la madre è pittrice ed il nonno un noto conoscitore e collezionista d’arte contemporanea. Intraprende gli studi musicali laureandosi a Copenaghen nel 1982 in musicologia e conseguendo successivamente un Master all’Università di Londra.  Fin da giovane ha provato una forte passione per le montagne, sia quelle dell’Inghilterra che quelle della Norvegia, patria del padre. La tecnica dell’acquerello, arte anglosassone per antonomasia, gli è sempre stata congeniale (è autodidatta), e mano a mano che le sue esperienze alpinistiche e pittoriche si affinavano, queste due pulsioni si sono vivificate vicendevolmente. Ne è derivato così uno stile pittorico molto caratteristico, nel quale le vette (in particolar modo quelle della Valchiavenna, Val Bregaglia e Valtellina al quale l’artista è molto legato) spesso diventano il principale elemento d’ispirazione, acquistando un valore più profondo e meditativo della semplice rappresentazione visiva.

L’artista trae inoltre forte ispirazione dai ritratti, soggetto che non appartiene tradizionalmente all’implacabile tecnica dell’acquerello in cui ogni gesto compiuto dall’artista è immortalato, ogni pennellata permanente, ogni ‘errore’ abbagliantemente ovvio e senza possibilità di correzione. Infatti, mentre una particolare montagna rimane sé stessa anche se il suo “profilo” è leggermente alterato, lo stesso non è vero per il viso umano perché la nostra capacità di riconoscere la gente risiede nelle nostre formidabili abilità a decifrare le infinite variazioni possibili nello schema essenziale delle fattezze facciali. Eppure, secondo la sensibilità dell’artista è proprio l’applicazione del mezzo più implacabile al meno misericordioso genere di pittura può ottenere risultati potenzialmente superiori a qualsiasi altro mezzo pittorico. I suoi dipinti testimoniano l’attrazione verso soggetti prevalentemente materici, che permettono all’artista di sfruttare in pieno la complessa tecnica dell’acquerello per ritrarre infiniti giochi di luci e colori.

L’acquerello è fortemente votato all’astrazione, e gli acquerellisti, di rimando, investono le loro energie nel tentativo di arginare questa sua tendenza. Il che è un peccato, siccome se il mezzo dell’acquerello viene lasciato a sé stesso, è capace degli effetti espressivi più magici e imprevedibili. Io tento di imbrigliare l’imprevedibilità intrinseca di questo mezzo per indirizzarlo ai miei fini. Il mio ideale artistico è di cercare l’essenza del soggetto creando una sintesi informale tra il figurativo e l’astratto. La sfocatura dei connotati figurativi costringe chi osserva ad adottare una percezione più intuitiva del dipinto, e a creare un dialogo intimo con esso.

Tiene corsi e masterclasses e insegna la tecnica dell’acquerello alla Scuola Paolo Borsa di Monza. Le sue opere sono esposte permanentemente presso l’Atelier Pestalozzi di Chiavenna e presenti in collezioni pubbliche e privati in Svizzera, Italia, Belgio, Irlanda, Spagna, Germania, Norvegia, Olanda, Danimarca, Canada, USA ed Australia nonché nella sua patria Inghilterra. Vengono inoltre regolarmente pubblicate su libri e riviste ed esposte in mostre, rassegne ed in convegni legati alla montagna.

Nel 2012 l’artista è stato premiato al “Concorso di Pittura e Scultura Monza 1” organizzato dal Comune di Monza e la Scuola di Pittura Alessandro Conti, mentre nel 2018 è stato premiato al prestigioso concorso “Gaudenzio Sacchi” di Villasanta. Nel 2015 ha ricevuto l’ambito Primo Premio al concorso “Pittori a Palazzo” al Palazzo Arese Borromeo (Cesano Maderno).